Cantina Gillardi: una tradizione di famiglia.

A noi piace essere sinceri, questo bisogna dirlo, quindi sono qui per fare una confessione:
Prima di venire a vivere a Cuneo l’unico vino che conoscevo era rosso e frizzante (i nomi meglio non farli).
E’ proprio qui che ho imparato ad apprezzarne altri e a distinguere diverse caratteristiche dal semplice “questo è un rosso e questo è un bianco”
Ps. Non tutti i Torinesi sono così, forse l’essere figlia di una famiglia di astemi, non ha aiutato di certo.

Dopo aver conosciuto i Cuneesi, le loro tradizioni, ma soprattutto il mio cuneese motivo del mio trasferimento nella Granda mi sono detta:
“Mi piacerebbe molto conoscere i proprietari di una Cantina che possa racchiudere tradizione, famiglia, amore per i filari con un pizzico di innovazione e sguardo verso il futuro”.


A quel punto è arrivato Ettore che mi ha consigliato di far visita alla sua ex compagna di banco del liceo: Elena Gillardi.
Cantina Gillardi, situata a Farigliano, esattamente a metà tra la langa del sud con uno sguardo verso l’alta langa.





Conosciamo Elena, suo marito Danilo, i suoi bimbi Nicola e Cesare e la sua nonna Pinuccia l’ultima Domenica di Novembre.
Dopo un’occhiata al paesaggio che ci aiuta a posizionare meglio la loro cantina sulla cartina della provincia (bel gioco di parole, vero?) si passa subito al pratico.
Del resto Elena ci racconta che, durante il suo passato in uno studio notarile, ha capito subito di aver bisogno di praticità e di non amare particolarmente il lavoro d’ufficio.
Quando si perde a raccontarci di come, nelle prossime settimane, e poi, nei prossimi mesi, sistemeranno i filari tagliando i rami ormai secchi per lasciarne solo alcuni “principali” pronti a rifiorire per il prossimo anno, non facciamo fatica a credere alla sua indole pragmatica.
Tra fili, macchinari, tranciare, tagliare, passare, avere cura di capire toccando con mano su quali dei rami si farà affidamento per la vendemmia del prossimo anno la vediamo completamente a suo agio.



L’idea di calpestare lo stesso terreno che i suoi nonni hanno vissuto, curato e modificato per anni è veramente intenso.
Ci immaginiamo, grazie alle sue parole, la sua nonna che quando era giovane risiedeva nel comune di Clavesana, in località Sbaranzo, attraversare i filari e risalire la collina per andare a trovare il suo “moroso” più e più volte al giorno.
La cura di un tempo in cui le persone che lavoravano nei campi vivevano anche grazie all’amore di chi li attendeva a casa con un pasto caldo e la casa accogliente pronta a ristorarli.

La stessa nonna è quella che, vedendo adesso chi si occupa delle viti e del vino, ammette che rispetto ai suoi tempi

“Sembra quasi che non facciate niente voi altri!”.


Se vero è, ammette Elena, che portare avanti l’azienda di famiglia può essere considerata una “gran fortuna”, è altrettanto vero che se non ci si mette l’amore giusto, non ci si rimbocca le maniche e non si ha un pizzico di inventiva per evolversi, diventa difficile continuare a percorrere la strada di chi quell’attività l’ha avviata, magari con tanti sacrifici.

Le due anime: Dolcetto di Dogliani DOCG con il Langhe Nebbiolo e i vitigni Francesi di importazione.


I filari di Cantina Gillardi sono per la maggior parte coltivati proprio sulla loro collina che nel versante sud è principalmente dedicata all’uva dolcetto per la produzione del Dogliani DOCG. La parte più in basso, maggiormente riparata dalle intemperie, viene riservata invece all’uva nebbiolo, con la quale viene prodotto il Langhe Nebbiolo.
Una particolarità di questa cantina, che la rende diversa dalle altre e unica sul territorio, è quella di riservare una parte dello spazio, tra i filari, a vitigni d’importazione, in questo caso francesi, quali Syrah, Merlot e Grenache.
Se fossimo passati qualche mese fa, ci spiega Elena, le differenze di coltivazione sarebbero state decisamente più visibili per via delle gradazioni di colore che prendono le foglie nel periodo autunnale: quelle dolcetto decisamente più rosse mentre quelle del nebbiolo gialline.
Infine grazie a due piccoli appezzamenti a La Morra e a Barolo, che permettono di rientrare nell’apposito areale, Cantina Gillardi vanta anche un’etichetta riservata al re dei vini: il Barolo.



All’inizio dell’attività, i nonni di Elena si limitavano a vendere solo l’uva, poi pian piano passarono alla rivendita di vino in maniera piuttosto casereccia, magari in damigiana o con le prime bottiglie nel 1980, sulle quali le etichette venivano attaccate “a mano”, con la colla.
Poi, nel 2000 la Cantina si è allargata con la creazione di un ampio locale sotterraneo le cui pareti sono ricoperte di pietra di langa, che contribuisce a trattenere l’umidità e a conservare una temperatura costante per tutto l’anno.


Durante la visita Elena (e il suo aiutante Nicola) ci presentano tutti gli stadi che affronta il vino prima di finire sulla nostra tavola: ci parlano del raccolto, della maturazione in botti di cemento, della fermentazione nelle barrique, dell’assemblato
di Grané dolce e piacioso.

Le botti in cemento, che avevamo già incontrato nell’articolo su Fontana Fredda, qui vengono tramandate di generazione in generazione.
Elena ci racconta che provengono direttamente dagli albori di Cantina Gillardi, che prima, gestiva tutta la produzione con queste sei botti. In questo momento: utilizzate sia per il Granè sia per il Merlò, vendemmia 2021.


Proseguiamo la visita nella parte sotteranea, scavata sotto la collina a nord che, come vi dicevamo, è stata arredata con tralci secchi e pietre per richiamare al territorio, ma anche per mantenere un clima ideale alla conservazione del vino.
Un grande tavolo intarsiato appositamente per Cantina Gillardi, richiama le etichette dei vini francesi Merlò, Fiore e Grané che proprio in questa parte sotterranea della cantina maturano pazientemente in barrique di legno.


Durante la degustazione abbiamo potuto assaporare le evidenti diversità sia di struttura che di colore del loro “Maestra” il Dogliani Docg e dell’elegante Langhe Nebbiolo Doc. Interessante e alternativo ai gusti classici il loro “Fiore” di Harys un assemblato 50% Syrah, 25% Merlot, 25% Cabernet Sauvignon, ottimo, nostra opinione, da regalare a Natale!



Elena e la sua famiglia ci hanno trasmesso amore e consapevolezza.
Parlando con lei, non si può di sicuro avere il dubbio che non stia dietro ad ogni singolo passaggio dalla cura della vite alla vendemmia, dalla maturazione all’imbottigliamento per finire con l’etichettatura.

Un percorso affascinante, in un contesto suggestivo e panoramico, ricco di tradizione e di innovazione che vi suggeriamo di venire a scoprire qui a Cantine Gillardi!


Dove trovarli?
Località Corsaletto, 69
12060 Farigliano CN
Come contattarli?

tel. 0173 76306
e-mail gillardi@gillardi.it
sito web Cantina Gillardi
Pagina Instagram Cantina Gillardi
Pagina Facebook Cantina Gillardi



ULTIME DAL BLOG

4 pizzerie a Cuneo

A chi è che non piace la pizza? Noi di Le Mie Strade di Cuneo non possiamo farne a meno e abbiamo deciso di condividere…

Continua a leggere


CUNEO E PROVINCIA DAI VOSTRI OCCHI A QUELLI DI TUTTI

Pubblicato da Natascia Verdone

Founder "LemieStradediCuneo". Graphic Designer e SMM. Mi diletto in tutto ciò che è creatività.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: