APE: Apicoltore, Paesaggista, Ecosistema terrestre

Cari amici, sapete già quanto noi delle Mie Strade amiamo raccontare della nostra provincia, cercando di mettere in luce tutte le sue potenzialità. Ma come possiamo veramente valorizzare e proteggere il nostro territorio se prima non ci impegniamo a prendercene cura e rispettarlo? Questa “domanda esistenziale” è sorta spontanea quando, tra mille profili Instagram, abbiamo scoperto Giulia, neo architetta paesaggista, e Francesco, apicoltore hobbista. Infatti, questi due giovani cuneesi ci hanno colpito fin da subito per la loro voglia di mettersi in gioco e la loro determinazione a diventare attori protagonisti per la salvaguardia dell’ambiente che li circonda. Ma ora, basta spoiler perché per rispondere alla nostra domanda abbiamo deciso di lasciare “la penna” a Giulia che, in questo articolo un po’ diverso dal solito, ci farà comprendere che cosa lega un apicoltore ed una paesaggista al concetto dell’ecosistema terrestre e della sua tutela.   

Questa sono io!

Ciao a tutti cari lettori delle Mie Strade! Mi chiamo Giulia Giraudo e sono cresciuta in una piccola frazione di Cuneo, vicino al Parco Fluviale Gesso e Stura.

Terminato il Liceo Scientifico avevo un sogno: diventare una maestra. Nell’attesa di fare il test di ammissione all’università ho scelto di frequentare le lezioni di Scienze Forestali Ambientali. E lì ho scoperto materie mai viste prima di allora, come la biologia vegetale e la botanica. Le ho trovate così interessanti che ho deciso di rimanere e tre anni dopo mi sono laureata diventando Dottoressa in Scienze Forestali Ambientali.

Nei primi anni dell’università ho compreso l’importanza dell’ambiente e ho deciso di continuare il mio percorso universitario arricchendo il mio bagaglio professionale dal punto di vista della progettazione di aree verdi in un’ottica sostenibile ed in particolar modo resiliente agli attuali cambiamenti climatici. Una figura professionale che si occupa di tali aspetti è l’architetto paesaggista che ha il compito di creare o di recuperare il rapporto tra uomo e natura non fermandosi puramente all’aspetto estetico e funzionale, ma tenendo conto soprattutto dell’aspetto ecosistemico in cui si inserisce il progetto. Dunque, ho optato per la specialistica a Genova di Progettazione in Aree verdi e del Paesaggio, nella quale mi sono recentemente laureata.

Tutto ciò, però, per me non era abbastanza: sentivo la necessità di sensibilizzare i miei coetanei riguardo all’ambiente e alla sua tutela e conservazione. Con questo proposito nel marzo del 2021 ho aperto il mio blog per poter raccontare l’ambiente che ci circonda con una dialettica semplice e priva di troppi tecnicismi, permettendo a chiunque di mettersi in gioco, anche nel proprio piccolo, di attuare azioni quotidiane a basso impatto ambientale e di realizzare, grazie ai miei consigli progettuali, dei veri e propri spazi verdi utili agli insetti impollinatori e resilienti al cambiamento climatico.

Attualmente insegno e sto muovendo i primi passi nella mia professione tenendo un paio di serate di formazione sulle specie mellifere per gli apicoltori in collaborazione con un’associazione apistica piemontese e collaboro, inoltre, con alcune associazioni locali nella realizzazione di aree verdi comunali.

Quattro anni fa ho incontrato Francesco, ci siamo innamorati e da allora insieme ad un’amica a quattro zampe di nome Nymea condividiamo le nostre passioni connesse alla natura aiutandoci a vicenda e cercando di sensibilizzare il prossimo.

Vi presento il mondo di Francesco

Francesco Audisio si è avvicinato al mondo dell’apicoltura dapprima grazie ad un corso di formazione ed in seguito iniziando ad esercitarsi su tre arnie, fino ad arrivare alla nascita, nel 2017 di Miele di Borgata Cascinetta a Sant’Anna di Bernezzo. Dopo cinque anni, le arnie sono diventate una quarantina, fin da subito ha voluto riconoscere e promuovere il miele millefiori per la sua straordinaria capacità di esaltare e racchiudere le peculiarità del territorio. La produzione a seconda delle condizioni meteorologiche si può dividere in: Miele millefiori primaverile, Miele millefiori di alta montagna, Castagno e, quando madre natura sa essere gentile e propizia, anche altre tipologie. Ogni varietà di miele esalta il territorio a modo suo: il millefiori nasce da determinate specie botaniche legate al luogo, al periodo dell’anno e alle condizioni meteorologiche; il miele di castagno invece nelle sue note decise e robuste trasmette le rigide tradizioni della castanicoltura bernezzese.

La passione e la cura per il territorio han fatto sì che Francesco scegliesse di portare avanti un nomadismo a corto raggio al fine di valorizzare i tesori floristici delle nostre valli. Tale scelta gli ha permesso di raggiungere un obiettivo che cinque anni fa sembrava lontano: nel 2021 due delle sue tipologie di miele, il millefiori di alta montagna ed il castagno hanno vinto ciascuno una goccia d’oro al Concorso per la selezione dei migliori mieli di produzione nazionale, ripagando gli sforzi nella ricerca estrema della qualità e della valorizzazione del miele di produzione locale. Un riconoscimento che solo due aziende apistiche del cuneese sono riuscite ad aggiudicarsi.

Il miele non è l’unico prodotto creato da Francesco: negli anni ha cercato di valorizzare al massimo ogni derivato dall’estrazione del miele: dal polline alla creazione di candele con la cera d’api.

Per cercare di venire incontro alle esigenze dei clienti -sempre più alla ricerca di packaging sostenibili ma originali- ha adottato delle mini arnie in legno per confezionare il barattolo di miele trasformandolo in un dolce regalo pronto per essere donato.

Francesco vive da sempre in montagna. È cresciuto nei boschi, lungo le rive dei rii, giocando con i gamberi di acqua dolce. Ha imparato con gli anni a prendersi cura della natura che lo circonda rispettando la fauna che vive in quei boschi e la sua valorizzazione. Queste attenzioni e cure gli hanno reso naturale ricercare anche per la sua azienda un packaging sostenibile, come i barattoli in vetro e le etichette di carta riciclata. Inoltre per minimizzare l’impatto ambientale che implica la produzione di miele dovuto alle visite di controllo, trasporti dei melari, della smielatura e dello spostamento degli alveari, Francesco ha scelto di ridurre la propria impronta ecologica affidandosi a Tree-Nation per recuperare la CO2 emessa. Infatti per ogni 100€ di vendita di miele verranno piantati uno o più alberi e attualmente i clienti del miele di Borgata Cascinetta hanno piantato 102 alberi in Senegal, Madagascar, Tanzania e Nepal.

Francesco ed io svolgiamo due lavori differenti, eppure entrambi lavoriamo con e per l’ambiente che ci circonda: da un lato Francesco che, con la sua etica sostenibile, non solo produce miele, ma permette alle sue api, tramite l’impollinazione, di tutelare la biodiversità locale; dall’altro lato io trasmetto le mie conoscenze botaniche e paesaggistiche per la realizzazione di spazi verdi che vanno oltre all’aspetto estetico, diventando oasi resilienti e ricche di flora autoctona.

Dove trovarli?

Miele di Borgata Cascinetta

Via Sant’Anna, 123

12010 Bernezzo (CN)

Pagina Instagram Miele di Borgata Cascinetta

Pagina Instagram Giulia Giraudo

Come contattarli?

Sito Web Miele di Borgata Cascinetta

Indirizzo mail mielediborgatacascinetta@gmail.com

Sito Web Giulia Giraudo

Indirizzo mail info@giuliagiraudo.eu 

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