Un posto che mantiene tutt’oggi la sua identità : Vinadio

Avete mai sentito parlare di “non-luogo”? 

È un termine introdotto dall’antropologo Marc Augé: definisce spazi fisici privi di personalità, storia e legami sociali, che proprio per questo si possono trovare identici in più parti del mondo. 

Partendo da questo concetto, ho scelto come posto del cuore il mio paese natale, uno dei pochi che, in un mondo ormai standardizzato, ha mantenuto e mantiene tutt’oggi la sua identità: 

Vinadio

Un paesino situato nell’alta Valle Stura, una piccola isola felice dove abitanti e turisti trovano rifugio dalla frenesia di città ormai troppo caotiche.

Qui si possono trovare camminate e passeggiate nel verde, laghi naturali e artificiali uniti a installazioni di arte contemporanea e tradizioni talmente sentite da essere tramandate anche ai più giovani. Questo permette di mantenere vivi i cruset, pasta tipica del paese; molti balli e canzoni popolari, che ancora risuonano nel territorio; eventi come la rappresentazione degli antichi mestieri, in cui vengono messi in scena lavori di un tempo in ambienti autentici. 

A tutto questo fa da cornice il Forte Albertino, ormai considerato simbolo di Vinadio, un capolavoro di ingegneria militare voluto da Carlo Alberto di Savoia nel 1834 per la posizione strategica del posto dato il facile collegamento con la Francia.

Verso il colle della Lombarda, si trova inoltre il Santuario di Sant’Anna che, collocato a 2035 m di altitudine, è considerato tra i più alti d’Europa. Per i vinadiesi –me compresa– oltre ad essere un luogo religioso, è un vero e proprio punto di riferimento, valorizzato da riti come i ciapiret (piccole costruzioni in pietra create dai pellegrini) o la tradizionale processione, in cui la statua di Sant’Anna viene portata dai pourtaire (portantini) nel giorno della festa, il 26 Luglio.

In tutta onestà però, durante l’adolescenza mi pesavano alcuni aspetti di questo paese, come la lontananza dalle comodità e la scarsità di servizi che a quell’età ritenevo essenziali.

Ma con il senno di poi, in particolar modo dopo essermi trasferita a Cuneo, ho rivalutato lo spirito di comunità che solo un paesino di pochi abitanti ti può regalare, il forte senso di appartenenza a queste terre, alle tradizioni e alle famiglie che da anni lo abitano, combinato a gesti semplici e quotidiani che fanno sentire sempre a casa e cosa più importante danno un ruolo e un’importanza a chiunque voglia far parte della collettività.

Vinadio è un mix perfetto, dove convergono storia e tradizioni, paesaggi e persone capaci di rimanere nella mente e nel cuore delle persone che ne riescono ad assaporare il vero valore.

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