Nel silenzio di Borgata Serre: dove la Val Maira custodisce la memoria

«Qual è il tuo posto del cuore?» è una domanda difficile, soprattutto per chi associa ogni nuovo angolo scoperto a un momento felice.

Ci sono posti che lasciano un segno, non un segno qualsiasi, ma quasi un ricordo indelebile che arriva chiaro e limpido. Di posti del cuore ce ne sono tanti, ma forse per me ce n’è uno che occupa la prima posizione.

Borgata Serre si trova nel cuore della Val Maria, nel vallone di Pagliero, ed è la penultima borgata del comune di San Damiano Macra. Non è un posto speciale solo per me ma anche per la mia famiglia: la potrei chiamare quasi una seconda casa, la casa della mia infanzia e della mia adolescenza.

Il suo nome significa letteralmente “terra racchiusa tra le rocce esposte al sole”.

Già l’etimologia occitana di questa borgata ci racconta una storia: “Serre” rimanda a un ripiano elevato, a un luogo alto, sicuro e soleggiato. 

Quando arrivi lassù, a circa 900 metri di altitudine, capisci immediatamente il perché. La borgata si adagia come un nido sul ramo di un albero, protetta e aperta allo stesso tempo. Mentre a San Damiano si concentravano i mercati, la valletta laterale di Pagliero e le sue borgate erano centrali per l’attività agricola, lo sfalcio dell’erba e il commercio del legname.

Oramai delle piccole case in pietra che ci sono, poche sono ancora abitate, soprattutto d’inverno, ma appena arriva la bella stagione, la borgata piano piano si riaccende di anime, molte famiglie decidono di passare l’estate in montagna, immerse nella natura.

Camminare tra le sue case significa fare un viaggio a ritroso nel tempo. L’architettura è quella tipica e meravigliosa della bassa valle: i muri spessi in pietra locale, i tetti coperti di lastre di ardesia – dette lose – che brillano sotto la pioggia o riflettono il sole, e i fienili e le stalle che sorgono vicini alle abitazioni.

Oggi, mentre si cammina lungo i sentieri che collegano Serre alle altre borgate o che si immettono nei celebri Percorsi Occitani, si respira una quiete mistica. È un luogo che ti costringe a rallentare, a posare i pensieri e a riempirti i polmoni di aria pulita. 

Se chiudo gli occhi, riesco ancora a sentire il profumo del legno e del bosco.

Forse è proprio questa sensazione indelebile che rende la Borgata Serre in Val Maira il mio vero posto del cuore. Questo paese non è solo un punto sulla mappa, ma il custode silenzioso della mia infanzia, il luogo dove il tempo sembra essersi fermato per proteggere i miei ricordi più cari.

Passeggiare oggi tra le sue baite di pietra e nei suoi sentieri non è semplicemente un viaggio nella bellezza della valle, ma un ritorno a casa, un abbraccio caloroso con la bambina che ero. Borgata Serre è la mia radice emotiva, quel rifugio dell’anima dove ogni pietra racconta una storia e ogni respiro profuma di una felicità senza tempo.

Se anche voi sentite il bisogno di staccare la spina dal caos quotidiano, di ritrovare una connessione profonda con la natura e con la storia invisibile del nostro territorio, prendete la strada che sale da San Damiano Macra, superate Pagliero e lasciatevi guidare fino a Serre. Vi prometto che, una volta arrivati lassù, capirete subito perché questo pezzetto di Val Maira occupa un angolo del mio cuore. 

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