Tra montagne e ricordi: il rifugio Bozano e il Corno Stella

Quando noi Le mie Strade di Cuneo abbiamo conosciuto Marika, era seduta sul palco del Cuneo Bike Festival a raccontare del suo lavoro. Ma, più di tutto, parlava con passione di ciò che l’ha spinta a trasformare l’amore per l’escursionismo in una parte fondamentale della sua vita professionale.

Ci ha colpiti subito il suo legame profondo con il territorio: dalla valle in cui è nata fino a tutte le altre che ormai l’hanno adottata. Quando poi abbiamo scoperto anche la sua passione per la scrittura, è stato naturale proporle una collaborazione.

E quale occasione migliore se non quella di ospitarla nella nostra rubrica “I posti del cuore”? Un articolo firmato da chi mette davvero tanto cuore in tutto ciò che fa – e questo si percepisce chiaramente.
Ecco quindi come Marika Abbà ha voluto raccontarci uno dei luoghi che ricorda con più affetto tra le sue vallate a lungo esplorate.


Quando mi è stato chiesto “Ci parleresti del tuo luogo del cuore?”, nella mia mente si sono aperti mille cassetti: luoghi speciali, vicinissimi nei ricordi, ma separati nella realtà da dorsali di montagne. Alcuni di loro, custodiscono la Marika bambina o adolescente, altri quella più avventurosa.

Certo, il Monviso e tutto ciò che lo circonda fa parte di me, della mia storia, ma tra i ricordi è apparsa un’altra immagine che mi strappato un sorriso nostalgico.

Si tratta di un luogo incastonato nelle Alpi Marittime, proprio nel cuore del Parco, in un angolo tanto severo quanto affascinante: il rifugio Bozano, con alle spalle il maestoso Corno Stella.

Il rifugio in legno, con le caratteristiche ante rosse, accoglie ogni anno flotte di appassionati alpinisti e alpiniste, giunti con il sogno di scalare le maestose pareti circostanti. L’attuale struttura, piuttosto recente, risale al 2003, ma poco distante si trova ancora il vecchio rifugio, costruito nel 1921.

In questo luogo si intrecciano per me ricordi preziosi: escursioni in famiglia, quando ancora ero una liceale, o con le amiche e intense giornate alpinistiche vissute accanto a persone a cui sono profondamente legata.

Sulle pareti del Corno Stella – e non solo – si sono scritte pagine importanti della storia dell’alpinismo. La più celebre è senza dubbio quella del 1903, firmata dai primi salitori: Jean Plent, Andrea Ghigo – detto il “Lup” – e Victor De Cessole, a cui è intitolata la via più conosciuta. Non bisogna dimenticarsi che a quell’epoca non avevano i materiali e le tecnologie di oggi e questo rende la loro impresa ancora più straordinaria. Quando ho salito anch’io la via De Cessole, non ho potuto fare a meno di ripensare a loro, alla loro grandezza.

Qualche anno dopo, però, mentre stavo scrivendo il mio libro dedicato alla prima ascesa del versante nord-ovest del Monviso (La Parete Inviolata, edito da Fusta Editore), mi è sorto un quesito: chissà qual è stata la prima donna a scalare il Corno Stella, vetta a cui ero particolarmente affezionata. Così ho iniziato la mia ricerca, che, ahimè, è stata piuttosto breve.

Era il 13 agosto 1923, quando Delfina Bosio, torinese, compie un’impresa memorabile: è la prima donna a raggiungere la vetta del Corno Stella. Insieme al marito Giuseppe e all’amico Mario Bordone, parte all’alba dal Rifugio Bozano per affrontare i 500 metri della parete lungo la via De Cessole. L’ambiente è silenzioso e maestoso, il percorso tecnico e impegnativo: dalle placche iniziali al celebre “mauvais pas”, dove Bordone guida il gruppo con abilità. Raggiunta una sosta precaria, i tre si affidano alla “Guida delle Alpi Marittime” dio Giovanni Bobba, ma un errore nella relazione li spinge a tracciare una variante.

Affrontano passaggi esposti, cenge inclinate e placche verticali con determinazione, fino a raggiungere un canalino erboso che li porta al plateau sommitale. Alle 13 sono in vetta, tra emozione e ammirazione: da nove anni, infatti, nessuno è più salito lassù. É un traguardo storico, soprattutto per Delfina, pioniera tra le alpiniste.

La discesa avviene con venti calate in corda doppia, le mani bruciano ma lo spirito è colmo di gioia e orgoglio. Al rifugio si festeggia: evviva Delfina, evviva la nuova variante!

Di lei, purtroppo, si sa poco. Altre due sue ascensioni vengono ricordate, ma la sua storia rimane frammentaria, come quella di molte donne del tempo, spesso oscurate in un mondo dominato dagli uomini. Il suo coraggio, però, brilla ancora, ispirando le alpiniste di oggi.

Forse è proprio per questo che il Rifugio Bozano e il Corno Stella sono il mio luogo del cuore: racchiudono le mie passioni più grandi, l’escursionismo, l’alpinismo e la storia delle “mie” montagne. È lì, tra quelle rocce e quei silenzi, che sento davvero di essere a casa.

Marika Abbà
“Viaggiare con lo zaino in spalla e perdermi nella natura è ciò che mi fa sentire davvero viva.”
Instagram: marika_abba
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Pubblicato da Le mie Strade di Cuneo e Provincia

Cuneo e Provincia sono fatte di tanti piccoli luoghi.

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